Il Portogallo apre alla liquidità internazionale: svolta nel Poker. Ora serve in Italia

Colpo ad effetto e di quelli che lasciano il segno in maniera positiva. Il Portogallo infatti ha annunciato l’apertura alla liquidità condivisa a livello internazionale per il poker online. Un passo in avanti che ha le sembianze di un passo da gigante. Si perché in tempi di chiusura e ghettizzazione del settore, arriva una ventata fresca che fa ben sperare.

La retromarcia di Lisbona

Solo pochi mesi fa l’annuncio del governo di creare un mercato unico interno, sullo stile di quello italiano per intenderci, aveva generato proteste e rammarico fra i players. Considerando i 12 milioni di abitanti e la bassa percentuale di giocatori in terra portoghese, era facilmente ipotizzabile che questo mercato interno fosse destinato a saturarsi nel giro di un anno o due.

La svolta

Così mentre certe polemiche non si erano ancora placate, ecco il colpo ad effetto. Il governo lusitano dice si alla liquidità internazionale condivisa sul famoso dot eu. Una mossa sorprendente ma che ha trovato il parere positivo di tutti. In pratica potranno aprire alla liquidità quelle pokerrooms che hanno nel proprio paese le licenze per la liquidità internazionale. In pratica si a quasi tutte le room della Gran Bretagna, di Malta, del Belgio e tutte quelle che nel vecchio continente agiscono con il .eu. Dunque ci sarebbe anche Pokerstars.eu.

Poker Portogallo

Le limitazioni: 

Ovviamente la legge non ha ancora preso corpo, ma una prima bozza andrebbe ad escludere dal progetto quelle aziende che fanno “Business to Business”, come ad esempio iPoker, MPM e probabilmente 888.poker che sotto di se ha diverse skin tra cui WSOP.com.

Una mossa che speriamo possa avere l’effetto domino

I giocatori di molti paesi guardano con positività alla mossa del Portogallo e si augurano che possa essere la prima, di una lunga serie di aperture delle varie nazioni. Da almeno due anni si parla di liquidità condivisa sul .eu, con Italia, Francia, Spagna e Portogallo in prima fila. L’Italia dunque ha il dovere adesso di allinearsi allo stato lusitano e puntare in questa direzione per risollevare il settore di poker online, che dopo anni di boom versa adesso in cattive condizioni. O adesso o mai più.

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