William Hill si ritira dall'acquisto di Pokerstars: era un bluff o no?

William Hill dice no all’acquisizione di Pokerstars. Il bookmaker inglese prima si dice intenzionato ad andare avanti nella trattativa per la room dalla picca rossa, poi sbarra le porte e si ritira. Eric Hollreiser, capo della comunicazione di Amaya, ha risposto per le rime a quanto affermato da Parvus Asset Management, primo azionista di Hill.

Bwin.party in agguato? 

Alla fine William Hill ha deciso di ritirarsi dalla trattativa per Amaya-PokerStars: in un primo momento i manager inglesi sembravano intenzionati a scavalcare la volontà del primo azionista, poi il board ha bloccato tutto. Ed ora Bwin.party (GVC) potrebbe approfittarne.
C’era chi già parlava della nuova HillAmaya, la società che poteva nascere dalla fusione paritetica tra Hill (intesa come William Hill) e Amaya Gaming, società proprietaria di Rational Group (PokerStars e Full Tilt).

Giornata di conferme e smentite 

William Hill ha deciso – in un primo momento – di ignorare le indicazioni espresse dal suo primo azionista (Parvus Asset Management che controlla il 14% delle quote).
Stamani il Sunday Times ha svelato che i vertici del bookmaker inglese volevano nella trattativa, nonostante il parere negativo dell’azionista di maggioranza relativa.

Si trattava di un’operazione da 4,6 miliardi di dollari e PokerStars potrebbe essere l’incastro perfetto per Hill, considerando che il main business della room dell’Isola di Man è il poker mentre la società inglese è un brand storico legato alle scommesse ed anche nei casinò ha iniziato ad investire in maniera pesante da parecchi anni.

A confermare l’indiscrezione anche un portavoce di William Hill aveva confermato a Bloomberg: “dato l’aspetto strategico dell’operazione, le possibilità di diversificazione e le potenziali sinergie con Amaya, abbiamo la responsabilità verso tutti i nostri azionisti di valutare fino in fondo”.

Poker Portogallo

Il passo indietro 

Quando tutto sembrava procedere in un’unica direzione, Parvus Asset Management ha puntato i piedi e messo alle corte i manager di Hill. Trattativa bloccata in maniera definitiva. Puntuale arriva anche la risposta decisa di Eric Hollreiser, Vice Presidente del Corporate Communications di Amaya e PokerStars alle dure osservazioni di Parvus Asset Management sull’ipotesi di fusione. In estrema sintesi, l’esperto manager ha pubblicato numeri e considerazioni molto interessanti che smentiscono i manager inglesi:

  • “Nel secondo trimestre 2016 la quota di mercato di PokerStars è del 71% nel poker online“
  • “I ricavi sono 10 volte superiori del nostro primo diretto concorrente”
  • “Riteniamo il poker online sempre molto attraente per nostra attività grazie a 2,4 milioni di giocatori attivi trimestrali“
  • “Non è vero che il mercato del poker sia maturo o in declino”
  • “I dati PokerScout tengono conto solo di una piccola fetta del mercato (cash game)”
  • “I Tournaments (MTT, Spin And Go e Sit and GO) sono cresciuti in tutto il 2015 e secondo trimestre 2016“
  • “I tornei contribuiscono alle maggiori entrate di Amaya”
  • “Il poker non favorisce il cross selling? Non è vero! In realtà Amaya ha registrato un enorme successo nel cross selling verso suoi casinò games e scommesse“
  • “Solo attraverso il cross-selling, Amaya stima di avere uno dei più importanti database di giocatori da casinò rispetto alla concorrenza”
  • “Secondo un sondaggio condotto da Amaya il 35% dei suoi poker players giocano al casinò e il 40% scommette“
  • “Grazie al nostro database sul poker, in meno di due anni, siamo diventati uno dei siti di casinò con più clienti al mondo senza interventi esterni di marketing”

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